>>>Capitolo 2<<<La festaSperavo che il momento dell’arrivo di Selene non arrivasse mai. Ero sdraiata sul mio letto in modo poco consono per una ragazza della mia età, quando sentii mia madre che faceva gli onori di casa a Selene.
“No. No. NOOO!!!” pensai sopraffando la voglia di scappare.
Respirai e scesi. Mi aspettava solo un pomeriggio tra trucchi e vestiti… aiuto!
<<roxanne!>> esclamò vedendomi
<<ciao>> disse seria e cupa
<<dai ci divertiremo>>
<<sicuro>> dissi sarcastica
Mia madre dietro di lei sorrideva compiaciuta. L’impeto di scappare torno a galla. Mi morsi un labbro per pensare ad altro.
<<bè saliamo allora!>> cantilenò felice
<<nene… non sono proprio sicura di voler venire>> mi mantenevo a distanza di sicurezza dal bagno sapendo di non avere speranze.
<<e dai. Non fare l’esagerata. Fammi contenta qualche volta>> mi indicò la grossa sedia rossa che aveva posizionato al centro del mio bagno.
Mi sedetti temendo al peggio.
Aprì l’enorme beauty case che si era portata da casa e iniziò a truccarmi.
<<penso che possa bastare…>> dissi dopo un’ora e mezza di truccamenti vari.
Lei scoppiò a ridere divertita.
<<ti prego>>
Lei esitò e poi disse:
<<assolutamente no>> e di nuovo il sorriso assassino le spuntò sul volto.
Alzai gli occhi al cielo con una smorfia.
Dopo un tempo incalcolabile ero pronta. Dovevo ammettere che aveva fatto davvero un buon lavoro.
<<direi trucco perfetto. E anche il vestito>> disse scrutandomi
Avevo il trucco così perfetto da far invidia a Helen Hayes. Per non parlare del vestito. Nero aderente con le spalline. Non ero molto d’accordo ma Selene aveva insistito che era l’ultima moda. Mi guardai allo specchio compiaciuta sorridendo. Lei indossava un vestito verde chiaro con dei ricami gialli in fondo. Era davvero molto bella.
Scendemmo le scale emozionate. Io almeno sprizzavo energia da tutti i pori anche se non lo volevo dare a vedere.
<<ehi, siete bellissime!>> esclamò mio fratello, quando passammo davanti al salotto. La mano ferma di mio padre gli assestò uno scappellotto sulla nuca, mentre mia madre esclamava uno scandalizzato “Alexander!”. Sogghignai sotto i baffi.
<<posso sapere almeno dove vanno le signorine?>> chiese sorridendo.
<<ad una festa!>> disse Selene mostrando un sorriso a trentasei denti.
Annuii dietro di lei.
<<roxanne va a una festa?>> disse impallidendo per finta.
<<certo, Alexander. Mi spiace tu non sia stato invitato>> dissi con un ghigno.
<<gentilissime>> sbuffò lui <<dov’è almeno?>>
<<a casa di Clara Rowand>> disse Selene pronta
<<wow. Magari passo a trovarvi>> sussurrò sorridendo con una faccia convincente.
<<neanche per sogno!>> dissi con una risata.
<<ora dovete andare, vero?>> si intromise mia madre.
Salutammo rapidamente tutti e uscimmo.
Una mezz’oretta dopo eravamo davanti a casa di Clara.
Feci un grande respiro.
<<dai, sta tranquilla>> mi sorrise Selene.
Feci un altro respiro un po’ meno lungo perché la porta si aprì e Clara ci aprì con un inchino settecentesco.
Le sorrisi in modo innaturale ed entrai con meno entusiasmo di quando ero uscita da casa mia.
C’era tantissima gente ovunque. Ragazzi appoggiati alle scale che chiacchieravano tranquilli, ragazze che si facevano complimenti sui vestiti, ragazzi e ragazze che ballavano tranquilli al centro del grande salotto su una musica lenta e calma.
Presi una cosa da bere senza neanche chiedere che cosa fosse e iniziai a berla con calma immobile su una sedia molto recente.
<<guarda, Roxanne!>> esclamò Selene accanto a me che vibrava dall’emozione <<c’è Gaar!>>.
<<fantastico>> dissi in tono neutro e impassibile ferma come un’ameba sulla sedia. Ma lei era troppo presa dal guardarlo per accorgersi del piattume che avevo dentro.
<<ma chi è quello con lui?>> dissi rianimandomi all’improvviso.
<<uh, è un nuovo arrivato. Dice di essere arrivato dal nord. Non so da dove esattamente>>.
<<il nome lo sai?>> chiesi cercando di contenere la mia curiosità.
<<si>> rispose corrucciando le sopracciglia <<mi sembra si chiami Humber o Huller… insomma qualcosa così>>.
Guardai di nuovo il ragazzo e mi sembrò che il tempo si fosse fermato. Si stava avvicinando. Aprii la bocca per prendere una boccata di aria fresca, come se da solo il mio cervello non realizzasse che avevo bisogno di ossigeno.
Lo sconosciuto aveva i capelli biondi corti che facevano pendant con i suoi due magnifici occhi verdi smeraldo.
In un attimo lui si giro e mi guardò negli occhi. Io volevo distogliere lo sguardo me non ce la facevo. Disse qualcosa ai suoi amici e si avvicinò a me.
<<salve>> la sua voce risuonò gentile alle mie orecchie.
Annuii immobile.
<<mi concede un ballo?>> mi fece un sorriso malizioso.
Mi alzai sempre in silenzio totale.
Mi prese il fianco e iniziammo a volteggiare nella sala da ballo.
<<come ti chiami, ragazza silenziosa?>> mi chiese, mentre mi faceva girare.
<<roxanne>> risposi con un filo di voce
<<io sono Hunter>> sorrise ancora
Volevo sparire. O forse no.
<<sei nuovo>> dissi. Non era una domanda
<<si sono arrivato qua da Chicago poche settimane fa>>.
Sorrisi un po’ meno tesa.
La musica cessò e ci allontanammo dal palco in silenzio.
<<io abito qui da sempre>> dissi io
<<non ti piacerebbe esplorare un po’ il mondo?>>.
<<si>>
Lui si fece serio per un attimo e poi mi sorrise di nuovo.
<<anche io voglio girare il mondo>>
Lo guardai seria. Cosa diavolo gli importava dei miei desideri?
<<perché sei venuto qui, Hunter?>>
<<per via del lavoro di mio padre>>
Lo guardai alzando un sopracciglio scettica
<<bè anche perché devo fare delle cose qui>>.
<<che genere di cose?>>
Hunter stava per rispondere, ma si morse leggermente il labbro e si alzò.
<<ci vediamo, Roxanne>> mi disse queste parole e si allontanò.
Non so quanto restai immobile sul gradino della scalinata. Almeno tre pezzi di lento.
<<roxy, dov’eri sparita?>> mi chiese a un certo punto Selene facendomi riemergere dai miei pensieri.
<<sono sempre stata qui>> risposi indifferente.
Lei alzò gli occhi al cielo.
<<dov’è quel ragazzo con cui ballavi prima?>>.
<<penso sia andato via>>
<<lo hai fulminato>> sogghignò
<<ma che dici? Abbiamo solo fatto un ballo>>
<<certo, solo un ballo…>>
<<voglio tornare a casa>> dissi decisa, mentre il suo sguardo indugiava su Gaar <<adesso. Ora. Subito>> ripetei per non avere lamentele o risposte.
Si alzò sbuffando e dopo aver salutato gli altri invitati uscimmo.
Dopo metà strada Selene non mi aveva ancora parlato.
<<si può sapere che hai?>> chiesi
<<mi sembrava ti stessi divertendo>>
<<bè…>>
<<quel ragazzo era bello. Perché non sei stata con lui?>>
<<te l’ho già detto. Se ne è andato>> scandii le ultime parole
Lei sbuffò di nuovo
<<li devi trattare bene i ragazzi. Magari era quello giusto>>
<<giusto per cosa?>> dissi con un filo di terrore nella voce.
<<tipo me e Gaar>>
<<non ricominciare con la storia del matrimonio prematuro>>.
Mi fulminò con lo sguardo.
<<a domani, Roxy>> mi sorrise e si allontanò a testa bassa.
Entrai e salii in camera mia senza far rumore.